Vi racconto la storia di Beatrice, giovane artista, innamorata della sua città al punto da legarla al suo lavoro e alla sua passione per l’arte. Di Firenze, Beatrice, ama proprio tutto: i colori, le bellezze nascoste in ogni angolo e quelle che tutti conoscono e celebrano. La ama talmente tanto che risponde sempre allo stesso modo quando qualcuno le fa notare che il suo talento all’estero sarebbe molto più apprezzato. Ma è proprio a Firenze che Beatrice trova ogni giorno la sua fonte di ispirazione. Non può allontanarsi. Lì muove i suoi primi passi come disegnatrice e illustratrice, con il grande sostegno della sua famiglia, da sempre amante per ogni forma artistica, che vanta una nonna restauratrice.

La sua non è una storia fatta di ripensamenti, cambi di rotta, incidenti di percorso. E’ piuttosto un cammino deciso sin dall’infanzia, lineare, anche se non semplice, che inizia con la voglia di “pasticciare” con i colori di una bambina e prosegue con un fortissimo interesse per l’arte e la scelta giusta a 14 anni.

“L’istituto d’arte – ci dice – ha rappresentato il periodo più intenso della mia vita. Ottimi docenti, piani didattici innovativi e costruiti sulla base delle aspirazioni e delle inclinazioni di ognuno”. E’ all’interno di quel percorso che matura il desiderio di Beatrice di dedicarsi all’illustrazione e al fumetto. Al termine dei cinque anni, la decisione di iscriversi all’Accademia delle belle Arti è praticamente automatica. Ma lì, dentro quelle mura “accademiche” e un po’ rigide, i suoi sogni e il suo entusiasmo si scontrano con una realtà meno fantasiosa e libera di quella che immaginava. I disguidi frequenti con una professoressa, poi, rischiano di far vacillare la sua convinzione e la fiducia in se stessa. Ed è proprio quando, dopo vari tentativi e difficoltà, riesce caparbiamente a trovare uno spiraglio e la giusta chiave comunicativa con la docente che Beatrice capisce di essere pronta a camminare da sola. A mettersi in gioco e non rinunciare ai suoi sogni, anche se non è una strada semplice.

Sceglie il campo dell’illustrazione perché sente di trovare la piena realizzazione di se stessa. E perché non dedicarsi all’altra passione – quella che in fondo muove tutto – ovvero la sua città? Ci racconta che “Firenze è piena di simboli famosi in tutto il mondo, tutti vogliono avere un ricordo di questa città meravigliosa. Per questo ho realizzato una serie di disegni dedicati ai luoghi più significativi come il duomo, Palazzo vecchio o Santa Croce”.

E che successo!!!! A ogni manifestazione a cui partecipa riceve valanghe di prenotazioni per riproduzioni, quadri, lavori più pregiati eseguiti con precise tecniche di intaglio, ma anche deliziose tovagliette per la colazione che evocano, magari, il ricordo di un piacevole momento trascorso a Firenze e soprattutto il desiderio di tornarci. Tutti ottimi consigli per i prossimi regali di Natale.

Le sue idee funzionano, piacciono molto, perché parlano di storia, cultura, tradizioni, radici. Come per esempio il libro con la storia di famiglia, o di una relazione importante. Funziona così: tu le racconti aneddoti, episodi, momenti indelebili e lei ti regala le immagini giuste, quelle che rappresentano esattamente ciò che vuoi racchiudere in un libro, una sorta di scrigno segreto, da aprire di tanto in tanto per continuare a sognare.

“Perché non crei dei disegni ad hoc con simboli delle altre città? – le chiedono. Già, perché non creare un marchio unico, una serie riconoscibile e riconducibile a lei. Lo abbiamo chiesto anche noi a Beatrice che sta riflettendo su questa idea.

E noi scommettiamo che lo farà.

Per prenotazioni e per conoscere tutti i suoi appuntamenti https://www.facebook.com/I-Disegni-di-Beatrice

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